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  • DATA: 26/05/2023

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    NOTE:

    In materia di estradizione passiva, la maturata prescrizione non può essere invocata quale causa ostativa alla consegna quando vengano in rilievo crimini contro l’umanità. Tali crimini ledono interessi di carattere transnazionale e violano norme di jus cogens, ossia norme imperative di diritto internazionale generale considerate da tutti gli Stati vincolanti in modo universale. In quanto norme poste al vertice dell’ordinamento internazionale, esse prevalgono su ogni altra disposizione, sia di fonte pattizia sia consuetudinaria, e sono recepite nell’ordinamento interno ai sensi dell’articolo 10 della Costituzione.

    (Nel caso in esame, relativo a una richiesta di estradizione presentata dal Governo dell’Uruguay nei confronti di un proprio cittadino, all’epoca appartenente alle forze armate, sottoposto a indagini per l’omicidio di un oppositore del regime deceduto a seguito delle torture inflittegli, la Corte ha affermato che il principio della non applicabilità della prescrizione ai crimini contro l’umanità trova altresì conferma nello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, ratificato dall’Uruguay. La Corte ha inoltre osservato che l’articolo 4 della legge 14 luglio 2017, n. 110, esclude il riconoscimento di qualsiasi forma di immunità in favore di cittadini stranieri sottoposti a indagini o condannati all’estero per fatti qualificabili come tortura.)

    PAROLE CHIAVE: Aut Dedere Aut Iudicare - Aut Dedere Aut Iudicare, Cassazione - Court Of Cassation, Consuetudine - Custom, Cooperazione Internazionale - International Judicial Cooperation, Espulsione - Expulsion, Giurisdizione - Jurisdiction, Obbligo di Incriminazione Esplicito - Explicit Criminalization Obligation, Prescrizione - Statute Of Limitation To Prosecution, Trattato - Treaty

  • DATA: 22/07/2022

    STRUMENTI CORRELATI:

    NOTE:

    In materia di estradizione, i crimini contro l’umanità non sono soggetti a prescrizione; pertanto, il decorso del tempo non può essere invocato quale causa ostativa alla consegna. Tali crimini ledono interessi di carattere transnazionale e violano norme di jus cogens, ossia norme imperative di diritto internazionale generale considerate da tutti gli Stati vincolanti in modo universale e gerarchicamente sovraordinate nell’ordinamento internazionale. In quanto tali, prevalgono su ogni altra fonte normativa, sia di origine pattizia sia consuetudinaria, e sono recepite nell’ordinamento interno ai sensi dell’articolo 10 della Costituzione.
    (Nella specie, la Corte ha annullato la decisione che aveva escluso la sussistenza delle condizioni per l’estradizione, richiesta dal Governo argentino nei confronti di un cittadino italiano sottoposto a indagini per i reati di privazione illegittima della libertà personale e di maltrattamenti aggravati, commessi mediante atti di tortura ai danni di dissidenti politici detenuti in un carcere argentino a seguito del colpo di Stato del marzo 1976.)

    PAROLE CHIAVE: Aut Dedere Aut Iudicare - Aut Dedere Aut Iudicare, Cassazione - Court Of Cassation, Consuetudine - Custom, Espulsione - Expulsion, Giurisdizione - Jurisdiction, Obbligo di Incriminazione Esplicito - Explicit Criminalization Obligation, Prescrizione - Statute Of Limitation To Prosecution, Prova - Evidence, Trattato - Treaty

  • DATA: 23/12/2019

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    NOTE:

    Conferma della decisione della Corte d’Appello di Bologna, che aveva ritenuto non prescritto il reato per il quale era stata richiesta l’estradizione di K.: secondo il diritto cileno, il reato non era soggetto a prescrizione in ragione della circostanza aggravante della morte della persona sequestrata e, in base al diritto consuetudinario, per la natura del fatto, in quanto qualificabile come crimine contro l’umanità; secondo il diritto italiano, venivano in considerazione sia il reato di omicidio aggravato sia quello di tortura aggravata.

    PAROLE CHIAVE: Aut Dedere Aut Iudicare - Aut Dedere Aut Iudicare, Cassazione - Court Of Cassation, Consuetudine - Custom, Cooperazione Internazionale - International Judicial Cooperation, Crimine Contro l'Umanità - Crimes Against Humanity, Espulsione - Expulsion, Giurisdizione - Jurisdiction, Gravi Violazioni di Diritti Umani - Gross Human Rights Violations, Obbligo di Incriminazione Esplicito - Explicit Criminalization Obligation, Prescrizione - Statute Of Limitation To Prosecution, Sparizione Forzata - Forced disappearances, Tortura - Torture, Trattato - Treaty

  • DATA: 09/05/2018

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    NOTE:

    Un crimine di guerra può costituire un reato politico quando, pur mancando del grado di estensione e sistematicità richiesto per qualificarsi come crimine contro l’umanità, sia tuttavia connotato da una particolare gravità della condotta tale da comportare una lesione dei diritti fondamentali della persona e, conseguentemente, del cittadino, la cui tutela è garantita da norme imperative sia del diritto internazionale sia del diritto interno.

    PAROLE CHIAVE: Cassazione - Court Of Cassation, Consuetudine - Custom, Crimine Contro l'Umanità - Crimes Against Humanity, Crimine di Guerra - War Crimes, Giurisdizione - Jurisdiction, Obbligo di Incriminazione Esplicito - Explicit Criminalization Obligation, Trattato - Treaty

  • DATA: 03/12/2003

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    NOTE:

    Ruling:

    (paragraph 1081) For RTLM broadcasts in 1994 advocating ethnic hatred or inciting violence against the Tutsi population, the Chamber finds Nahimana guilty of crimes against humanity (persecution) under Article 3(h), pursuant to Article 6(1) and Article 6(3) of the Statute.
    (paragraph 1082) For RTLM broadcasts in 1994 advocating ethnic hatred or inciting violence against the Tutsi population, the Chamber finds Barayagwiza guilty of crimes against humanity (persecution) under Article 3(h), pursuant to Article 6(3) of the Statute of the Tribunal
    (paragraph 1083) For his own acts and for the activities of CDR that avocated ethnic hatred or incited violence against the Tutsi population, the Chamber finds Barayagwiza guilty of crimes against humanity (persecution) under Article 3(h), pursuant to Article 6(1) of the Statute.
    (paragraph 1084) The Chamber finds Ngeze guilty of crimes against humanity (persecution) under Article 3(h), pursuant to Article 6(1) of the Statute of the Tribunal.

    Reference to obligations of criminalization:

    Indirect reference.
    (paragraph 1076) The Chamber considers that hate speech (Which is a discriminatory form of aggression that destroys the dignity of those in the group under attack) that expresses ethnic and other forms of discrimination violates the norm of customary international law prohibiting discrimination.

    Reference to human dignity:

    (paragraph 1072) The Chamber considers it evident that hate speech targeting a population on the basis of ethnicity, or other discriminatory grounds, reaches this level of gravity and constitutes persecution under Article 3(h) of its Statute.
    Hate speech is a discriminatory form of aggression that destroys the dignity of those in the group under attack. It creates a lesser status not only in the eyes of the group members themselves but also in the eyes of others who perceive and treat them as less than human. The denigration of persons on the basis of their ethnic identity or other group membership in and of itself, as well as in its other consequences, can be an irreversible harm.

    PAROLE CHIAVE: Consuetudine - Custom, Crimine Contro l'Umanità - Crimes Against Humanity, Criteri di Imputazione (Incluso Concorso) - Criteria Of Attribution Of Responsibility (Including Complicity), Donne - Woman, Giurisdizione - Jurisdiction, Obbligo di Incriminazione Implicito - Implicit Criminalization Obligation, Prova - Evidence, Trattato - Treaty, Tribunale Penale per il Ruanda - International Tribunal For Rwanda